Editing e Psicologia, in quale rapporto sono?

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Editing letterario e Psicologia: due ambiti che possono apparire scollegati, o quantomeno distanti. Ma è veramente così? Leggere un libro non significa forse attivare precise funzioni mentali, chiamando in causa le dinamiche della percezione e la personalità del lettore?

Ho deciso di aprire una nuova sezione in questo sito, “Editing e Psicologia”. Uno spazio dove pubblicare riflessioni e idee, frutto del mio percorso di psicologo e scrittore. Un percorso unico che per molto tempo vedevo suddiviso in due: da un lato lo studio della mente, dall’altro l’esercizio della scrittura e i tanti libri letti, per passione e per crescere come autore.

L’editing, prezioso tramite tra l’idea e il risultato

Editing e Psicologia, in quale rapporto sono?
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Recentemente ho frequentato un corso di editing letterario, tenuto da una casa editrice di livello nazionale. Addentrarmi nel mondo della scrittura da una prospettiva nuova è stato illuminante.

Troppo spesso nei settori creativi aleggia un mito fuorviante, l’idea di un’ispirazione che arriva non si sa bene da dove. Una folgorazione, una specie di fantasma che sceglie se farci visita o meno. Studiare editing mi ha permesso di scardinare del tutto dalla mia mente questa visione, sulla quale avevo già dei dubbi.

L’ispirazione spontanea non è così frequente e, se anche arriva, non ci dà nessuna garanzia. È la realizzazione pratica dell’idea a fare la differenza e si tratta di un processo dalle mille sfaccettature.

L’editing permette di migliorare un testo non solo in base a oggettive regole, ma anche allo stile, alla personalità e ai valori che l’autore vuole esprimere. Quegli aspetti che rappresentano una specie di marchio di fabbrica, capace di esaltare l’unicità dello scrittore, di renderlo riconoscibile dopo poche pagine.

Il ruolo della Psicologia nell’editing

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Nel processo di editing la conoscenza della mente può rappresentare un valore aggiunto. Da un lato, permette di mettersi più agevolmente nei panni del lettore.

Le frasi sono faticose o scorrevoli? Avviene una “progressive disclosure”, una rivelazione graduale? Queste considerazioni si applicano sia alla narrativa che alla saggistica.

Dall’altro, un “editing psicologico” aiuta a valutare la credibilità di personaggi, dialoghi, situazioni di un romanzo. I comportamenti narrati nella trama sono realistici? Le personalità dei protagonisti sono ben delineate?

Validi spunti narrativi possono essere compromessi da passaggi poco plausibili. Conoscere le dinamiche comportamentali e psicologiche aiuta a portare più vita, più realtà tra le righe.

Con questa consapevolezza, spero di avviare un percorso in cui mettere le mie conoscenze di Psicologia al servizio di una grande passione, quella per i libri.

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