Giornata mondiale della gratitudine: essere grati fa bene, ecco perché

Giornata mondiale della gratitudine: essere grati fa bene, ecco perché
Foto di 4653867 da Pixabay

Il 21 settembre si celebra la Giornata mondiale della gratitudine. L’idea della ricorrenza venne proposta nel 1965 da Sri Chimnoy, leader spirituale e insegnante di meditazione, ai rappresentanti di vari Paesi riuniti nell’edificio delle Nazioni Unite per il Giorno del Ringraziamento.

Qualcuno potrebbe sorridere al pensiero di una vera e propria celebrazione dedicata al semplice senso di gratitudine. La scienza però sottolinea da tempo l’importanza di questo elemento nella nostra vita.

Sappiamo essere grati per quanto di positivo avviene ed è avvenuto nelle nostre vite? Oppure siamo troppo focalizzati sulla negatività, su ciò che “non va”?

La gratitudine che riusciamo a provare quotidianamente può influenzare il nostro benessere psicofisico. Ricerche di ambito psicologico portano elementi a sostegno di questa tesi.

Ad esempio due psicologi americani, il dott. Robert A. Emmons dell’Università della California e il dott. Michael E. McCullough dell’Università di Miami, hanno chiesto ad alcuni volontari di scrivere una serie di annotazioni ogni giorno, per diverse settimane. Un gruppo di persone riportava gli eventi positivi per i quali provava gratitudine. Un secondo gruppo invece annotava le situazioni irritanti o comunque deludenti vissute. Infine, un terzo gruppo scriveva indifferentemente fatti positivi e negativi accaduti.

Al termine del periodo di osservazione, coloro che si erano concentrati sugli eventi positivi e sulla gratitudine mostravano un livello di soddisfazione e di ottimismo più elevato. Se questo dato non sorprende, lo studio ha messo in luce altri risultati interessanti. Il “gruppo della gratitudine” risultava anche più attivo degli altri per quanto riguardava l’esercizio fisico, e si recava più raramente dal medico.

Altri studi hanno riscontrato minori livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), una qualità del sonno migliore, perfino più spiccate capacità di apprendimento e giudizio nelle persone che provavano gratitudine.

Sviluppare la capacità di sentirsi grati

Possiamo allenare la mente per sentirci grati nel quotidiano, non solo nella Giornata mondiale della gratitudine! Soffermiamoci più spesso a pensare a quanto di positivo è avvenuto e avviene nelle nostre vite. Le possibilità che abbiamo avuto, ad esempio compiere un determinato percorso di studi, crescere in un ambiente sicuro. Le attrattive della zona in cui viviamo. Le persone che ci fanno stare bene, che ci comprendono e apprezzano.

Giornata mondiale della gratitudine: essere grati fa bene, ecco perché
Martin E. P. Seligman

Lo psicologo Martin E. P. Seligman, fondatore della Psicologia positiva, propone un semplice esercizio per sviluppare la gratitudine, simile alle annotazioni dell’esperimento che abbiamo visto in precedenza. Ne parla anche nel suo libro “Fai fiorire la tua vita. Una nuova, rivoluzionaria visione della felicità e del benessere”.

Come spiega il dott. Seligman, per motivi evolutivi tendiamo troppo facilmente a dimenticare o dare per scontati gli aspetti positivi della nostra vita. I nostri antenati, infatti, per sopravvivere dovevano essere continuamente vigili, mentalmente preparati al pericolo. Questo significava concentrarsi sulle possibili minacce, senza pensare più di tanto agli aspetti positivi della vita. Abbiamo ereditato tale tendenza, che porta troppo spesso a focalizzarsi sulla negatività. L’esercizio proposto ci aiuta a contrastarla.

Un semplice esercizio per il quotidiano

Per una settimana, ogni sera prima di andare a dormire scriviamo tre cose che sono andate bene durante la giornata e perché sono andate bene. Anche questo secondo passaggio è importante, così come conservare l’annotazione, che sia su carta, PC o smartphone. Come sottolinea il dott. Seligman, non dobbiamo pensare necessariamente a eventi eclatanti. L’esercizio serve anche a riscoprire e rivalutare le piccole gioie del quotidiano.

Gli esempi possibili sono tanti. Un amico che non vedevamo da tempo ci ha offerto un caffè e abbiamo avuto una piacevole conversazione. Perché? Perché apprezza la nostra compagnia, perché l’amicizia si è mantenuta solida…

Il datore di lavoro ha detto di avere fiducia in noi, perché ci siamo sempre mostrati all’altezza.

Abbiamo fatto una passeggiata che ci ha fatto sentire benissimo, perché? Perché la nostra zona ha degli ambienti davvero belli, siamo fortunati a vivere lì.

I motivi di gratitudine possono riguardare anche qualcosa di positivo accaduto a persone a noi care, come spiega Seligman.

Tanti piccoli momenti piacevoli possono fare parte della trama del quotidiano, ma rischiamo di dimenticarli in fretta. Esercizi come questo possono cambiare la nostra mentalità, soprattutto se dalla settimana iniziale riusciamo a protrarli più a lungo. Buona Giornata mondiale della gratitudine a tutti/e!

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