Maladaptive daydreaming: quando fantasticare diventa una prigione

Maladaptive daydreaming: quando fantasticare diventa una prigione
Foto di Leandro De Carvalho da Pixabay

Il maladaptive daydreaming, un disturbo scoperto recentemente, dimostra i rischi di un’eccessiva astrazione dalla realtà

In un post precedente ho affrontato un argomento che può sorprendere: sembra che fantasticare troppo aumenti il rischio di sviluppare sintomi depressivi. A ipotizzarlo sono gli autori di uno studio americano.

In che modo la fantasia può peggiorare l’umore?

Intuitivamente, potremmo pensare che sognare a occhi aperti abbia effetti galvanizzanti. In un primo momento è effettivamente così; le problematiche subentrano nel medio-lungo periodo.

Secondo quanto ipotizzato dai ricercatori dello studio succitato, i “fantasticatori” investono troppa energia nelle loro astrazioni. Perdono così la spinta ad agire concretamente per realizzare i propri obiettivi, scivolando nella frustrazione. Inoltre, è possibile che idealizzare troppo, attraverso l’immaginazione, persone e situazioni faccia apparire più deludente la realtà.

In questo articolo voglio soffermarmi sul maladaptive daydreaming, che rappresenta una versione particolarmente esasperata della problematica.

Il prof. Eli Somer – Foto Wikimedia Commons

La definizione è stata coniata dal prof. Eli Somer, docente di Psicologia clinica dell’Università di Haifa. Tradotta in italiano come “disturbo da fantasia compulsiva”, indica l’abitudine di cedere a fantasie molto realistiche ed emozionanti, con conseguenze negative sulla quotidianità.

Coloro che ne soffrono fantasticano con un’intensità tale, da preferire talvolta l’immaginazione alle interazioni con gli altri e alle esperienze reali. Ritirati nel loro mondo di travolgenti fantasie, i maladaptive daydreamers possono privarsi di occasioni importanti sul piano lavorativo e sociale.

Le cause

Maladaptive daydreaming: quando fantasticare diventa una prigione
Foto di StockSnap da Pixabay

Il maladaptive daydreaming è un disturbo conosciuto da poco, pertanto le sue dinamiche profonde non sono del tutto chiare. Sembra che un fattore scatenante sia il desiderio di evadere da una quotidianità preoccupante o monotona. In tal senso, le fantasie offrono sul momento un sollievo. Il problema sopraggiunge quando si fanno troppo invasive e frequenti, riducendo la concentrazione e la motivazione nel lavoro, nello studio e/o nella socialità.

È stato ipotizzato che una parte delle cause del disturbo sia anche culturale. Oggi viviamo circondati dai mass media, dalla TV ai social, che ci bombardano di storie emozionanti, modelli di successo, esempi di celebrities al top della carriera. Questi stimoli rappresenterebbero un vero “carburante” per le fantasticherie, con il rischio di trovare poi deludente la vita di ogni giorno.

Cosa non è il maladaptive daydreaming

È importante sottolineare che, in una certa misura, fantasticare può essere del tutto normale. Non rientrano nel maladaptive daydreaming le semplici fantasie sessuali, né i pensieri con i quali anticipiamo mentalmente una piacevole situazione futura.

Ovviamente, non fa parte del problema nemmeno l’immaginazione creativa, fondamentale per tante professioni e attività. Avrei potuto scrivere romanzi senza?

Il vero “fantasticatore compulsivo” crea abitualmente scene mentali dettagliatissime, quasi una “second life” immaginaria, come quella dell’omonimo videogioco. Non si tratta di un disturbo psicotico, perché la persona distingue chiaramente l’immaginazione dalla realtà, ma è una condizione che crea comunque forti disagi. Solitamente è associata all’ansia o alla depressione, che possono essere accentuate dal senso di colpa per il tempo perso.

A volte il maladaptive daydreamer soffre anche del disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD).

Appare quindi chiaro che un elemento per distinguere il disturbo è il suo impatto sul quotidiano, oltre all’intensità emotiva e alla frequenza delle fantasticherie. Fantasticate spesso e vi chiedete se avete oltrepassato il limite? Potete provare un test apposito online: https://www.maladaptivedaydreamingitalia.com/cos-%C3%A8-il-mdd/esegui-il-test/

Un’intervista (in inglese) in cui prof. Somer parla del disturbo

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