La psiche nei libri – “Le aggravanti sentimentali” (A. Pascale)

Le aggravanti sentimentali” ci coinvolge nelle vite di un gruppo di amici creativi e tormentati. Riflessioni filosofiche e colpi di scena in un’estate romana

La cover del libro, dal sito web einaudi.it

Per entrare nelle atmosfere del libro di cui sto per parlarvi, liberatevi dai soliti cliché narrativi. Dimenticate i classici archetipi del protagonista e dell’antagonista, della trama convenzionale.

“Le aggravanti sentimentali” di Antonio Pascale è piuttosto uno spaccato di vita di un gruppo di personaggi pieni di interrogativi, colti in un momento particolare.

Il narratore si chiama come l’autore ed è a sua volta uno scrittore. Possiamo parlare di autofiction? Accantoniamo la questione; più interessante è lo stile di questo insolito romanzo.

L’io narrante ci porta a conoscere tre suoi amici: Luigi, artista affermato e seduttore seriale; Giacomo, giovane e promettente videomaker che per sbarcare il lunario consegna pizze; Paola, produttrice trentacinquenne che si sente già “fuori mercato” dal punto di vista sentimentale.

Il cambiamento, la felicità, il libero arbitrio

Riassumere le vicende che animano il romanzo non è semplice. Come accennavo prima, non si tratta di una classica storia “I nostri eroi devono compiere la loro missione”. Ci affacciamo nelle esistenze di questi creativi, ognuno alle prese con le sue frustrazioni. Li vediamo alle prese con situazioni che li costringeranno a cambiare qualcosa di sé, delle proprie routine ormai logorate.

L’unico a non essere travolto dagli eventi è l’io narrante, che assume piuttosto la funzione di spronare tutti, gli altri e il lettore, alla riflessione. Con un atteggiamento che, proprio nella sua buffa pedanteria, finisce per risultare simpatico e scuoterci con garbo.

Sono fragili, questi personaggi. Una fragilità che li salva da un’iniziale apparenza un po’ radical chic e ce li rende umani, vicini. Il narratore Antonio segue gli amici tra eventi culturali e cene, ne ascolta le confidenze e ragiona con loro sulla vita, sulla ricerca della felicità, sul grado di libertà che abbiamo nelle nostre scelte.

La vita, il libero arbitrio, la felicità: ecco, forse, gli assi portanti di questo romanzo. Cosa significa essere felici? Siamo davvero liberi di scegliere, di autodeterminarci?

Tra riflessioni e snodi narrativi inaspettati

La psiche nei libri - "Le aggravanti sentimentali" (A. Pascale)
Antonio Pascale. Foto di Scuola Holden, dalla pagina Facebook dell’autore

Se immaginate un romanzo fatto di conversazioni e atmosfere dilatate, in cui non accade nulla al di fuori della mente dei protagonisti, siete fuori strada.

Qui di cose ne accadono, eccome. Perché Luigi, ad esempio, con l’ennesima “scappatella” si è infilato in una situazione difficile. Paola, che con Luigi ha avuto una relazione, appare sempre più strana ai suoi amici. E il precario Giacomo ottiene addirittura un incarico da regista, ma non tutto andrà come previsto…

Il precipitare degli eventi è forse un sapiente stratagemma dell’autore per rendere più pressanti le domande che animano il romanzo. Se il lettore si lascia coinvolgere, se immagina di essere seduto assieme ai personaggi a conversare, ponendosi le loro domande, ecco che “Le aggravanti sentimentali” lo avvince davvero.  

L’aggrovigliarsi delle vicende dei protagonisti aggiunge improvvise scosse narrative, a questo romanzo dall’anima filosofica. Filosofica e psicologica; tanto che a un certo punto i personaggi parteciperanno a un singolare esperimento di Psicologia.

Subiamo a volte eventi indipendenti da noi, siamo condizionati dall’istinto, dalla nostra natura biologica. Ma possiamo ritagliarci margini di libertà, accettando l’imprevedibilità della vita e trovando la forza di agire. Anche con tutte le carte in tavola sparigliate rispetto ai nostri piani. Queste sono le riflessioni che “Le aggravanti sentimentali” mi ha lasciato, assieme a una grande curiosità di leggere altri libri dell’autore.

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