La psiche nei libri – Come fermare il tempo (M. Haig)

La psiche nei libri - Come fermare il tempo (M. Haig)

Ci sono romanzi che ci chiedono una “sospensione dell’incredulità”, per usare un’espressione dello scrittore Samuel Taylor Coleridge: ” Come fermare il tempo” di Matt Haig è uno di questi.

Solitamente preferisco la letteratura realistica, ma avevo già letto “Gli umani” dello stesso autore. Conoscevo quindi la sua capacità di parlare dell’oggi e del quotidiano partendo da uno spunto “fantastico” (in quel libro il protagonista è un extraterrestre, che si scopre molto umano sul pianeta Terra).

Come fermare il tempo, o quasi: la sindrome di Tom

In “Come fermare il tempo” non troviamo alieni: il protagonista è narratore Tom è una persona, all’apparenza abbastanza giovane (dimostra 40 anni o poco più). Ho detto “all’apparenza” non a caso: in realtà è affetto da una rarissima sindrome che rende l’invecchiamento biologico molto, molto lento. E la sua età anagrafica supera i 400 anni! È questo il particolare incredibile che Matt Haig chiede al lettore di accettare.

Vivere secoli! Fantastico, ma…

L’idea di una vita che dura secoli evoca subito i vantaggi di tale condizione: il pensiero della morte diventa lontanissimo, si ha tempo per un’infinità di esperienze, per seguire i progressi in ogni campo… ma Tom ci presenta anche i lati oscuri di una longevità pluricentenaria. Tra questi la perdita delle persone care, che invecchiano e muoiono mentre si rimane soli a proseguire la lunghissima esistenza.

Un altro problema è la necessità di mantenere segreta la strana condizione: cosa accadrebbe a qualcuno che dichiara di aver vissuto già 300 o 400 anni? Verrebbe considerato uno squilibrato? O sarebbe emarginato per la sua “diversità”?

La psiche nei libri - Come fermare il tempo (M. Haig)
Matt Haig – Credit: Kan Lailey

Non a caso, a un certo punto della sua vita Tom si imbatte nella Società, una sorta di organizzazione segreta che riunisce e protegge le persone colpite dalla sua sindrome. Fondata dal ricco e paranoico Hendrich, garantisce ai suoi adepti aiuto economico, documenti per cambiare identità, contatti utili per iniziare una nuova vita.

La gabbia dorata della Società e le sue ombre

Tom aderisce alla Società, scoprendone le ombre e gli scheletri nell’armadio. Intanto, l’organizzazione si mostra capace di compiere un delitto per mantenere segreta la condizione dei suoi componenti. Hendrich teme che gli Albatros, come chiama i super longevi, sarebbero perseguitati, reclusi come folli o trasformati in cavie da laboratorio.

Inoltre, ogni membro della Società può vivere in un luogo al massimo 8 anni, per non destare sospetti. Scaduto il periodo si trasferisce dopo aver compiuto una “missione”, consistente nella ricerca e nel reclutamento di persone con la stessa sindrome.

E Tom, nella prima metà del ‘900, si dovette cimentare in una missione dall’esito tragico.

Dal surreale alla realtà

Il romanzo alterna interessanti flashback in varie epoche (sviluppati dall’autore con la consulenza dello storico Greg Jenner) al presente. Un presente in cui il protagonista, insegnante in una scuola superiore di Londra, deve riconsiderare lo stile di vita che mantiene da tantissimo tempo. L’amore e una nuova missione sconvolgono infatti le sue precarie certezze.

Intanto la Società lo controlla, anche grazie a una promessa: aiutarlo a ritrovare sua figlia, che perse di vista da piccola e potrebbe avere la sua sindrome.

Come il lettore scoprirà, la connotazione surreale vira verso riflessioni che toccano tutti noi. Quali conseguenze ha una vita passata a sfuggire i legami personali profondi, a mentire, a nascondere la propria natura? Come inseguire le vocazioni vincendo la paura? Cosa valorizza davvero il tempo?

Il romanzo è molto scorrevole e avvincente, perché queste riflessioni impegnative filtrano tra le righe di una trama ricca di colpi di scena, con momenti di suspense. Un insolito esperimento letterario fuori dagli schemi e, a mio avviso, riuscito! 

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