La psiche nei libri – Lux (E. Marangoni)

La psiche nei libri – Lux (E. Marangoni)

“Lux” di Eleonora Marangoni è un romanzo fuori dagli schemi, una lettura coinvolgente e quasi misteriosa.

Il lettore ha spesso l’impressione che tra le righe si nascondano chiavi interpretative nuove, che ogni particolare abbia un significato profondo e recondito.

Vincitore del Premio Neri Pozza 2018, il libro è attualmente candidato al Premio Strega e questo lo proietterà sicuramente al centro del dibattito letterario. Un motivo in più per avvicinarsi alle sue atmosfere uniche.

Una strana eredità

La trama di “Lux” ruota attorno a un’inattesa eredità: quella che Thomas, giovane light designer italo-inglese rimasto presto orfano, riceve alla scomparsa dello zio materno Valentino. Quell’uomo è per lui un ricordo vago: ne rammenta una sola, fugace apparizione durante la sua infanzia.

I racconti della madre dipingevano lo zio come un sognatore irrequieto, un marinaio giramondo capace di acquistare proprietà stravaganti. E l’eredità appartiene proprio a questa categoria: un vecchio hotel in una piccola isola del Sud Italia, con annessa una sorgente di acqua minerale.

Vite che si intrecciano sull’isola

Con un misto di curiosità e preoccupazione, Thomas parte per l’isola assieme alla compagnia Ottie e al figlio di lei, Martin. La loro destinazione si rivelerà quasi un mondo a parte, pieno di calore mediterraneo ma sospeso in un’atmosfera surreale, al contempo decadente e ammaliante.

Proprio sull’isola, nel vecchio hotel Zelda, la vita di Thomas incrocerà quella di altri personaggi, che l’autrice è bravissima a caratterizzare. Questi incontri saranno per lui un’insolita fuga dalla routine, ma anche un’occasione per conoscere davvero se stesso.

La psiche nei libri – Lux (E. Marangoni)

C’è Gero, il custode fannullone e opportunista che, tuttavia, continua a gestire la vecchia struttura assieme al giovanissimo inserviente Bembo. Ci sono i pochi clienti rimasti, due dei quali incrociano il cammino di Thomas: Guglielmo Gandini e Olivia Lubic.

Il primo è uno scrittore ultrasessantenne, in una fase declinante della carriera. Lasciati ormai alle spalle i più grandi successi, si limita a recitare quello che ritiene il suo personaggio, vestendo raffinati completi di lino e dandosi un tono intellettuale. È una delle figure a mio avviso più indimenticabili del romanzo, caratterizzato con una profondità notevole nel suo mix di malinconia e vitalità.

Olivia Lubic è una biologa triestina sfuggente e misteriosa, arrivata sull’isola per studiare alcuni microorganismi della fonte. È incinta, ma si presenta sola e inizialmente fatica a rompere il ghiaccio con gli altri ospiti.

Si aggiungerà poi al gruppo, per un imprevisto, la corpulenta prostituta di mezza età Agave che lentamente, negli scambi di battute con Thomas e gli altri, lascerà trapelare bagliori di inattesa saggezza.

Questi personaggi impareranno a conoscersi in una forzata convivenza, tra vari contrattempi dovuti alla natura misteriosa dell’isola.

La psiche nei libri – Lux (E. Marangoni)
Eleonora Marangoni – Foto tratta dal sito web “Il Libraio”

Il tempo

Il tempo sembra essere un altro protagonista di “Lux”: il tempo che è stato, il presente, quello che sarà. Il passato dell’hotel Zelda e il suo futuro, certo. Ma anche il tempo con il quale i personaggi si confrontano, sospesi tra ricordi che ancora li condizionano e dubbi sull’avvenire.

Al passato si afferra Gandini, che non trova nel presente alternativa migliore che ricordare una gloria ormai trascorsa. Nel passato vive in qualche modo anche Thomas, che nonostante la relazione con Ottie ripensa spesso a un amore finito.

La psiche nei libri – Lux (E. Marangoni)

Il giovane light designer dovrà prendere una decisione: cosa fare di quella struttura in cui tutto, dalle vecchie suppellettili alle piante, parla di altri tempi ma sembra cercare una nuova vita?

Una lettura che consiglio vivamente, perché affronta tematiche profonde con una trama spumeggiante, ricca di dialoghi brillanti e di colpi di scena. Perché lo fa con una prosa evocativa e originale, con immagini e descrizioni mai banali. Perché può farci riflettere sul tempo, sui ricordi, sulla ricerca di noi stessi. Non è un caso che l’autrice, che oggi si occupa di comunicazione, in passato abbia pubblicato un saggio sull’opera di Marcel Proust.

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