Social network e web, i rischi di un uso sbagliato per la psiche

Social network e web, i rischi di un uso sbagliato per la psicheI social network e Internet sono tra gli argomenti che, oggi, scatenano più dibattiti.

Talvolta assistiamo ad attriti tra chi ne esalta le potenzialità e chi, invece, li dipinge come un pericolo.

Come considerarli, quindi? Strumenti insidiosi? Rivoluzioni tecnologiche che ci danno possibilità prima impensabili?

Tutto sta nel modo in cui li utilizziamo.

I social e la rete permettono di riallacciare i rapporti con amici e conoscenti lontani, di promuovere un’attività, di migliorare la vita sociale.

Quando si arriva invece ad abusarne, a rinchiudersi in un mondo virtuale di like e post sottraendo sempre più tempo alla vita reale, la situazione diventa critica.

La ricerca scientifica ha evidenziato, grazie a interessanti studi sperimentali, alcuni rischi connessi all’uso distorto dei social e di Internet.

L’ombra della dipendenza

Individui ossessionati dai social rischiano di trasformare il desiderio di “approvazione” virtuale in una dipendenza? Forse sì.

Un team di ricercatori tedeschi della Freie Universität ha osservato un fenomeno sorprendente e inquietante.

Un gruppo di persone è stato sottoposto a risonanza magnetica, per comprendere i processi neurali legati alla fruizione dei social network.

I soggetti che utilizzavano molto intensamente i social mostravano una maggiore attivazione di un’area cerebrale, il nucleus accumbens, quando ricevevano feedback positivi come il “like”.Social network e web, i rischi di un uso sbagliato per la psiche

Perché questa constatazione preoccupa? Il nucleus accumbens, detto anche “centro cerebrale della ricompensa”, si attiva in relazione alla soddisfazione di esigenze vitali come la nutrizione. La gratificazione sui social diverrebbe, per gli utenti che abusano di questi strumenti, un vero piacere fisico paragonabile a quello di un pranzo prelibato.

Consideriamo che il nucleus accumbens, per la sua natura di “centro del piacere”, sembra coinvolto anche nei meccanismi di dipendenza dalla droga.

La preoccupazione per i risultati dello studio appare, quindi, comprensibile.

Insoddisfazione e stressSocial network e web, i rischi di un uso sbagliato per la psiche

Nel 2015 l’“Happiness Research Institute” di Copenhagen, un “think thank” di studi sulla felicità, ha condotto un interessante esperimento.

1.095 utenti dei social, dei quali il 94% si collegava almeno una volta al giorno a Facebook, sono stati divisi in due gruppi. Il primo ha mantenuto le abitudini di navigazione abituali, il secondo si è astenuto dall’uso del network americano per una settimana.

I volontari di quest’ultimo gruppo, valutando in seguito la propria soddisfazione personale su una scala da 1 a 10, hanno mostrato un miglioramento più netto. Risultavano inoltre meno stressati e più sereni rispetto agli altri.

Secondo il direttore dell’Istituto, Meik Wiking, questi risultati potrebbero essere spiegati pensando ai confronti che si scatenano spesso sui social network.

Gli utenti infatti condividono soprattutto successi personali e fotografie accattivanti, tralasciando dispiaceri e insuccessi.

Travolti da un flusso di post trionfali, diventa più facile sentirsi sminuiti e meno brillanti degli altri, peggiorando umore e autostima.

Tali dati vanno interpretati con cautela, in attesa di ulteriori conferme sperimentali, ma rappresentano senz’altro uno spunto di riflessione.

Rischi per i più giovani: problemi nell’autocontrollo

Social network e web, i rischi di un uso sbagliato per la psicheGià nel 2011 la neuroscienziata inglese Susan Greenfield evidenziava i rischi dell’abuso del web da parte di bambini e adolescenti, citando alcune ricerche.

Uno degli studi da lei menzionati ha riscontrato alterazioni cerebrali in 18 adolescenti cinesi con dipendenza dal web (Internet Addiction Disorder): in particolare, una riduzione della funzionalità della corteccia prefrontale.

Questa parte del cervello è responsabile dei processi di autocontrollo dell’impulsività.

Un deficit neurologico simile è stato riscontrato in persone che abusavano di sostanze. Torna, quindi, l’inquietante paragone tra l’abuso di social e Internet e l’uso di droga, anche se occorrono ulteriori studi per trarre conclusioni certe.

Nel frattempo, anziché abbracciare posizioni manichee di esaltazione o rifiuto dell’universo web, riflettiamo sul giusto modo di rapportarsi a esso.

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